TEMA

La laguna di Venezia è un territorio molto ricco e complesso sia dal punto di vista naturalistico sia storico, antropologico e culturale. Il Concorso propone una riflessione sull’utilizzo della laguna per difendere le popolazioni veneziane e sulle modalità e gli ambiti di un riuso sostenibile dei tanti manufatti militari che la storia ha depositato in questo territorio.

I partecipanti sono invitati a esplorare, conoscere, scoprire e avventurarsi nel complesso sistema delle fortificazioni lagunari.

Un po’ di storia

Come si difende una città sorta tra acqua e terra?

La storia di Venezia racconta di una città che nasce dall’acqua e che da questa trae la sua fonte di ricchezza e di sostentamento. La laguna, con il suo sistema morfologico composto da barene, isole, acque dolci provenienti dalle foci dei fiumi e acque salmastre, ha costituito per secoli una difesa naturale verso l’entroterra.

Ma come si difendeva invece Venezia dai nemici che giungevano dal mare?

Nel Medioevo punti fortificati presidiavano le bocche di porto: il Castelvecchio a San Nicolò del Lido, il Castello della Lupa a Chioggia, le torri del Caligo sulla sponda sinistra della Piave Vecchia e delle Bebe alla foce del Brenta.

Le successive fortificazioni giunte sino a noi mostrano come i diversi dominî avvicendatisi nella laguna di Venezia abbiano lasciato una progressiva stratificazione cronologica di opere militari, attraverso le quali è possibile immaginare un viaggio. Si parte dall’Arsenale, nucleo originario delle difese veneziane, per spostarsi alle torri e ai punti fortificati lungo il litorale del Lido e a Chioggia.

Poi, negli anni ’40 del Cinquecento, la Serenissima commissiona all’architetto Michele Sanmicheli il Forte di Sant’Andrea, splendida opera architettonica destinata a diventare il principale baluardo posto a difesa della città.

Nel Seicento e nel Settecento, con l’utilizzo del porto di Malamocco, più adatto all’attracco di grandi vascelli, si realizzano i Forti di San Pietro e degli Alberoni.

Il potenziamento delle difese militari prosegue dal 1797 al 1866, anni caratterizzati dal governo francese e, successivamente, asburgico. È proprio durante la dominazione straniera che, con l’evoluzione delle tecniche militari e l’aumento della gittata dell’artiglieria, la laguna tra Venezia e la terraferma non è più in grado di garantire una difesa sufficiente. Gli austriaci iniziano così nel 1805 la costruzione del Forte Marghera: la più grande fabbrica difensiva veneziana insieme a San Nicolò. Durante l’Impero austriaco viene ricostruita anche la Torre Massimiliana a Sant’Erasmo, utilizzando il modello difensivo sperimentato negli stessi anni a Linz.

Con l’annessione al Regno d’Italia nel 1866, si procede a un ammodernamento delle fortificazioni già esistenti e alla costruzione di un’ulteriore linea difensiva avanzata lungo le vie di accesso alla città; inizia così la realizzazione, tra il 1886 e il 1892, del Campo trincerato di Mestre.

Infine, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e l’utilizzo nelle operazioni belliche di aeroplani e dirigibili, si inizia a pianificare la difesa anche dal cielo.

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